3° Corso Il futuro del passato. La biblioteca tra tradizione e gestione ed innovazioni tecnologiche

Ravello, 8 - 14 Novembre 1999

Nell’ambito del progetto MURST “La biblioteca del futuro. Ricerca e formazione”

Iin collaborazione con la Scuola Europea di Conservazione e Restauro del Libro di Spoleto, nella persona della direttrice, Maria Lilli di Franco

 

È ormai convinzione diffusa quanto sia oggi necessario stimolare e promuovere la conoscenza della storia della biblioteca, ripercorrerne l’evoluzione nelle diverse realtà culturali, sociali, economiche, ma anche evidenziarne le innovazioni strutturali, funzionali e tecnologiche, che permettono ad essa di mantenere un vivo e dinamico rapporto con la società.

Infatti la formazione oggi deve mirare alla costituzione di una figura di bibliotecario di alto profilo, in grado di recepire strumentalmente le nuove tecnologie, ma anche di essere culturalmente consapevole della storia, della specificità e del valore dei fondi che è chiamato a custodire e valorizzare.

È indubbio che le tecnologie avanzate hanno offerto importanti soluzioni operative, tuttavia esse non devono essere intese come panacea per risolvere tutti i problemi gestionali e dei servizi; esse prevedono sempre, in sede progettuale ed operativa, l’elemento umano, che deve studiarle ed applicarle, tenendo conto della natura, della composizione, della tradizione degli istituti culturali.

Partendo da tali premesse il corso organizzato dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali ha voluto prendere in esame le tematiche legate al mondo della biblioteca, affrontando anche l’argomento della biblioteca elettronica.

Illustri docenti universitari di Filologia latina, di Bibliografia e Biblioteconomia, Direttori di importanti biblioteche, docenti universitari di informatica hanno tenuto le lezioni alla presenza di funzionari della Pubblica Amministrazione, di esperti e di studiosi.

Alla biblioteca spetta, in quanto struttura aperta al pubblico, un ruolo della massima importanza, nei processi di cambiamento.

La presenza attiva e rinnovata di questa istituzione, in sintonia con la nuova domanda di cultura, potrà rappresentare, indubbiamente, uno dei cardini nella costruzione del futuro dell’umanità.